As Cruel As School Children

Premessa: sono un po’ presa, ultimamente. Sto preparando l’esame di Istituzioni di Diritto Romano, che poi sarebbe anche il mio primo esame “vero”, e, insomma, ci tengo a studiare per bene. Non mi pesa neanche più di tanto, lo studio del manuale, principalmente perché la trattazione è allietata da una serie di improbabili, cattivissimi attacchi che l’Autore rivolge, nelle note, ad un certo misterioso Perozzi (“Non si tenga conto, a riguardo, a quanto sostiene inspiegabilmente il Perozzi”), oltre che dal fatto che, nella bibliografia, sia citata una raccolta di studi sull’enfiteusi dedicata ad un defunto professore “in occasione della sua Beatificazione”, e che una tirata pazzescamente moraleggiante sulla scelta illuminata di Caracalla di concedere la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero sia controbilanciata da un lapidario “Dione Cassio insinua che la decisione sia stata presa essenzialmente per ragioni fiscali”. Insomma, vi dicevo, sono un po’ presa con gli esami e mi tocca, a malincuore, riproporvi un argomento che avevo già parzialmente affrontato altrove - ehi, pur sempre di farina del mio sacco si tratta, no? Un bacione, e a risentirci a breve. J.

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Netlog. Da quando esiste Facebook, su Netlog sono rimasti solamente quei soggetti in cui il terrore per gli accostamenti di colore sobri (“Bianco e blu? Senza glitter? Stai male, zio, col cazzo!“) supera la capacità immaginativa necessaria a comprendere il potenziale di tamarraggine insito nel soscial netuorch più popolare di sempre (“Minchia che figata i link in cirillico. ‘Spe, ne faccio uno io: Non ti scoяĐ℮rò mάi. T℮ Ŀ’ho pяom℮sso!! Minchia, figata ‘sto feisbuch). Dal momento che ogni mio tentativo di stilare un minimo di fenomenologia del netloghista (netlogaro?) medio è tristemente fallito (alcuni di loro sono troppo… troppo perché le parole possano qualcosa), ho deciso di proporvi solamente un accenno di analisi per punti, affinché vi sia da monito perenne: non riproducetevi! E, se proprio dovete, perlomeno non lasciateli da soli in bagno con il cellulare e un tubo di Pringles, quando raggiungeranno la pubertà. Non dite che non l’avevo detto.

La coppia ideale

Io non so se questi due ragazzi si conoscano, ma è forte in me la convinzione che dovrebbero fare di tutto per  incontrarsi quanto prima: lui millanta improbabili qualità etiliche dei propri genitali, lei prende terribilmente sul serio le metafore di ispirazione alimentare. Insieme sarebbero praticamente perfetti, forse addirittura meglio di loro.

Occhi, lo specchio dell’anima

A me pare che queste due ragazze si somiglino abbastanza, ma capisco che possa trattarsi solamente di un mio pio desiderio: ad un esame attento, prescindendo dalla posa, è infatti facile separare il grano dal loglio, segnatamente la banale frasetta pseudo-poetica dall’innovativo colpo di genio della pura provocazione futurista. Oh, e senza per questo trascurare le perle di saggezza e gli sguardi intensi che soltanto il genere maschile è in grado di regalarci (grazie, marchese).

Background Checks

Essere belli, belli, belli in modo assurdo (cit.) e versati nell’arte della bestemmia pseudo-toscana non esonera dalla necessità di scegliere uno sfondo di classe per i propri stupefacenti autoritratti. Le camicie di vostro padre stese ad asciugare sopra la vasca da bagno saranno perfette. Sapevatelo!

Mad or Bad?

Ridere dei truzzi decerebrati che popolano le tristi lande glitterate di Netlog è sicuramente una maniera piacevolissima di passare il tempo, ma, mettendoci una mano sul cuore, dovremmo trovare il coraggio di ammettere che certe volte i bersagli inconsapevoli dei nostri raffinati strali sono persone bisognose d’aiuto, spesso vittime di veri e propri disagi psicologici – cito, a mero titolo d’esempio, questo evidentissimo caso di dismorfia (reso palese dall’inverosimile auto-rappresentazione grafica)- e disturbi fisici (nausee ricorrenti, alopecia, deformità degli organi genitali, malattie del sangue, sindrome del pancino parlante, possessione demoniaca).

Alcuni di loro sono persone orribili, invece, sadici crudeli che non trovano di meglio che torturare poveri poster indifesi e innocenti protagonisti di serie a cartoni animati o lanciare minacce tanto inquietanti quanto difficilmente realizzabili.

Conclusioni

Che li si ami o che li si odi, gli abitanti del pianeta Netlog sono tra noi. Arrendetevi, terrestri.

Second Verse, Same As The First

Signori, mi sa che ho fatto uno scoop. Ve la ricordate la (bellissima!) presentazione su Flckr di Angelicuzza nostra? Ecco, pare che non fosse farina del suo sacco, almeno non nella parte in cui passava ad illustrarci con grande dovizia di particolari e una serie di 35 diapositive i suoi legami familiari  e le sue ributtanti abitudini alimentari. Che delusione, Angelicuzza!

Volete sapere come ho fatto a scoprirlo? Ero lì che cercavo su google un’intervista a Chiara Biasi, anche nota come “la Merda“, quando mi sono imbattuta in questo, che credo sia la trascrizione di una didascalia (‘mmazza che didascalia!) di una fotografia che è poi stata rimossa. Ritenendo che una tale perla di stile, gusto, spessore e creatività non meritasse di andare perduta, ho preso la decisione eroica di farmi esegeta delle dichiarazioni biasesche e filologa (interprete, a tratti) dei commoventi, sgrammaticatissimi frammenti medaglici, e al termine di lunghi e tribolati studi vado a presentarvi, non senza una certa dose di orgoglio, questa mia modesta analisi.

Chiara:

Ho praticato per 12 anni danza( classica e moderna), 4 anni palestra…ed ora ahimè non pratico alcuna attività, ma a breve riprenderò, poichè le reputo un grande sfogo.

Angelica:

Ho studiato danza, ho frequentato la palestra, diciamo che mi sono sempre tenuta in forma. Ma con il passare del tempo, non sono riuscita più a far coincidere le due cose, e quindi ho dovuto lasciare tutto.

GIUDIZIO:

1-0 per Angelicuzza, per averci messo del suo e aver addotto motivazioni surreali per il ritiro ad un passo dalla convocazione alle olimpiadi (“Mmm… palestra o danza, palestra o danza? Nessuna delle due e vaffanculo” – cit. Al)

Chiara:

I minidress nel mio armadio sono un must, come i foulard, le sciarpe, i guanti, le pellicciotte, i gioielli( Tiffany, Dodo, Chantecler e Chanel…ma anche artigianali), le calze, i bikini, ecc. …

Angelica:

nel mio armadio si trova di tutto da leggins in pelle a maxi cardigan, gilet lunghi, camicie ecc ecc. Si trova nel mio armadio dalle zeppe con tacco 12, le giacche e giobbotti, trovi Moncler mi piacciono questi generi imbottiti.

GIUDIZIO:

2-0 per Angelicuzza, naturalmente! A parte l’impareggiabile sintassi dadaista, che vi giuro essere autentica, il contenuto dell’armadio della nostra piccola amica è molto più originale di quello dell’Abbietta di Pordenone (“le calze” – ma pensa te, e io che giravo con i piedi fatti su nel cellophane): considerando che vive a Sibari, che mi dicono non essere esattamente una piccola Bolzano, questa passione sterminata per i “generi imbottiti” e i “giobbotti” non può che essere sintomo di una personalità visionaria, decisa e controcorrente.

Chiara:

Sono dipendente da qualsiasi cosa/persona che amo. Fumo, mangio in modo sregolato o non mangio proprio, arrivo a bere anche fino a 3 litri di latte e Nesquik al giorno, l’alcol lo bevo solo se è la serata giusta, e non durante i pasti, agli aperitivi non mangio, impazzisco per la cioccolata e litri e litri di Coca Cola-ghiaccio-limone.

Angelica:

Mangio a periodi in alcuni in modo: sregolato, in altri che non mangio proprio. Amo le “schifezze” tipo: patatine,dolci,maionese, checiup, wustell, hamburgher ecc ecc.

GIUDIZIO:

Chiara-Angelica 1-2. La cosa delle litrate di latte e Nesquik è semplicemente insuperabile; Angelica prova ad attirare l’attenzione seviziando ortografia e punteggiatura, ma Chiara e il suo gigantesco stomaco dilatato dalle bibite sono chilometri e chilometri avanti. E non vi dico da cosa è data la propulsione esplosiva, perché sono una ragazza raffinata.

Chiara:

I miei genitori, Paola e Carlo, sono divorziati dal 1998, e vivono in due case e due città diverse. Mio fratello Alessio vive assieme a mia madre.

Angelica:

mia sorella è la primo genita ha 29 anni è sposata da 4 anni e ha un bambino meraviglioso di 1 anno Giuseppe.
Mio fratello, ha 28 anni è sposato da 5 anni e ha 2 bambini meravigliosi Dora di 3 anni, e Rocco di 1 anno

GIUDIZIO:

Non c’è battaglia. La stirpe “meravigliosa” ridà lo slancio ad Angelica, che si porta in scioltezza sul 3-1 battendo la prosa asciutta e descrittiva della Biasi.

Chiara:

Sono fidanzata, ed il mio ragazzo si chiama Alessandro. Non è la mia prima storia “seria”, ma sicuramente la mia prima storia vera: con lui è tutto diverso, ma non so ben spiegare com’è. E’.
Lo ripeto continuamente: è la miglior persona che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita.

Angelica:

a soli 12 anni mi innamoro follemente di un ragazzo di 23 anni. Storia da panico alla fine da parte sua non c’è stato nulla non poteva esserci nulla perchè mi vedeva come una sorella minore. Ma io nonostante tutto ho continuato ad amarlo insistentemente, poi c’è il momento clù della situazione lui si è fidanzato con un’altra più grande di me circa 22 anni.Ho cercato di dimenticarlo conoscendo una nuova persona, io avevo 15 anni lui 18. Sembra andare tutto bene quando ad un certo punto………….
lui si allontana da me. Perchè aveva capito che io potessi volere di più di una semplice amicizia da lui! Ahimè..ho cercato di dimenticare anche lui. Ci sono riuscita quando ho conosciuto questa persona stupenda, io avevo 17 anni .lui 22. Storia abbastanza tormenta anzi direi troppo. Lui fidanzato, io che lo corteggiavo insistentemente. E poi litigi ecc ecc. Alla fine si è sfidanzato x fortuna. Da lì iniziamo a conoscerci in modo “civile”. Ma lui mi fà capire che non gradisce il mio carattere..questa storia è durata 2 anni ed finita un mese fà. Tutt’ora stò male, quando lo rivedo mi viene un’agonia insopportabile! Ma bisogna andare avanti lo stesso.

GIUDIZIO:

C’è davvero bisogno che sia io a dirvelo? Mi state prendendo in giro? 4-1 per Angelica e i suoi inquietanti tratti di stalker compulsiva, signori, alla facciazza di Alessandro.

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BONUS

Chiara:

Nella vita, mi stanco facilmente di ciò che reputo angosciante, pesante, noioso…

(Pillole di saggezza! Clisteri di originalità!)

Angelica:

….

[le testimonianze del pensiero medaglico sono, purtroppo, estremamente frammentarie]

GIUDIZIO:

Angelica-Chiara 4-2

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ARMA SEGRETA

Chiara sfodera l’asso (fotografico) nella manica:

Il risultato della sfida si assesta sul 4-3 per Angelica. Chiara si ritira nell’ombra a cercare di vendere a 400 euro spazi pubblicitari sul proprio patetico blog (3200 visite al mese! Se mi date 50 sacchi vi faccio pubblicità io, che ho più visite in una settimana), Angelicuzza entra nella dimensione del mito, all’orizzonte si profila minacciosa Giulia Cristini (che non è una fashion blogger, ma è persino più antipatica della Biasi, e ho detto tutto), la titolare affila le armi per il prossimo round.

La belle dame sans congiuntivo

Update: la tizia la cui immagine veniva brutalmente accostata a quella di Chiara Ferragni ha un senso dell’umorismo veramente esemplare, paragonabile soltanto al suo sublime senso estetico. Putroppo ha anche svariati familiari avvocati (ne ho anch’io, ma non della specie interessata alle cazzate che combino su internet, accidenti) e dice che mi denuncia se non levo le sue foto. Io, ligia, le ho levate, e adesso potete ammirarle nella loro meravigliosa e indisturbata forma originaria direttamente sul suo blog (vi ho messo il link corrispondente sotto ogni immagine tristemente censurata). Mi ha anche accusata di essere cattiva e minacciosa e tante altre cosine deliziosamente deliranti e sgrammaticate (scrive “ogniuno”! Giuro!), e mai come in questo momento ho maledetto il fatto che riportare in pubblico corrispondenza privata, sia, effettivamente, reato. Niente, ci tenevo a dirvelo. Traete voi le vostre conclusioni, ché se le traggo io mi portano via in ceppi. J.

Ps. Minacciare me di querela non può cancellare il fatto che, ad ora, 1350 persone l’abbiano trovata semplicemente ridicola. In attesa di una legge apposita che impedisca alla gente di vedere capelli sporchi, espressioni improbabili e abbinamenti accecanti.

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Gabrielle Maison, al secolo Gabriella dell’Albani, non è una fashion blogger, è un supereroe volante (con i calzini!) venuto a liberare la donna dagli infausti strumenti della sua anacronistica schiavitù domestica (attaccapanni e cesta della biancheria sporca).

(Eccola mentre si libra leggiadra: il mantello rosso svolazzante aggiungetelo voi a mente, siate gentili)

A parte l’originalità devastante degli “scatti in volo” (come li chiama lei, e come li chiama chiunque parli italiano, presumo), la giovane Gabriella/e è praticamente un bigino, un frullatone proteico, una lista della spesa di tutto ciò che è “in” nel mondo delle tizie che hanno ipotecato la nonna per comprarsi una reflex e adesso si sentono in dovere di usarla sempre e comunque, ma senza mai uscire dal ferragnesco seminato. (Che poi anche la Ferragni, a propria volta, copia senza risparmio… morale: da qualche parte in Francia c’è una ragazza che si sta scattando per sbaglio una foto in cui accosta un dito alla narice, ignara di stare per scatenare una marea montante di immagini di fescion aicon nostrane tutte prese a scaccolarsi). Una noia senza confini. E pensare invece che una volta avevamo gente del calibro di Angelicuccia nostra, lei così anarchica, lei così originale, lei così insofferente alle regole del buon senso… ah, quante cose cambiano in neanche due mesi. Torna, Angelicuccia, ci manchi! Guarda cosa mi sono ridotta a fare, da quando non ci sei più tu. Non hai cuore? Eh?

::: ITALIAN FESCION BLOGGHE CIECHLIST :::

1) Foto “volanti”

L’ideale sarebbe riuscire effettivamente a staccarsi dal suolo, ma l’intenzione -se forte- può bastare. I capelli in movimento donano tantissimo, quindi, ragazze, sciogliete quelle chiome!

(Qui)

2) Headband

Il senso non sarebbe quello di avere il cadavere di una moffetta sulla sommità del capo, in teoria. In pratica, al mondo esistono circa sei persone a cui stia bene un laccetto avvolto intorno alla testa, e la maggior parte di loro ha sessantacinque anni e dei trascorsi come groupie dei Grateful Dead. Non dite che non ve l’avevo detto.

Qui

3) Starbucks

Fa fico principalmente perché in Italia non c’è, quindi sfoggiare qualcosa con il marchio della più grande catena di distribuzione di sciacquatura di piatti del mondo equivale a dichiarare “ho oltrepassato i confini nazionali (io, o qualcuno che conosco)!”. Sotto sotto stanno tutte sperando fortissimo che non venga mai aperta una succursale in Italia, come è capitato con Abercrombie che sapeva tanto di Londra/NYC e adesso, cazzo, basta andare a Milano e ce l’hanno tutti. (Ce l’avevano tutti anche prima, in realtà, ma facciamo finta che no).

(Qui)

4) Junk food

L’ostentazione di una dieta a base di schifezze iperglicemiche e troiate assortite è sommamente irritante quando viene da una con l’indice di massa corporea minorenne, ma quando a perorare la causa del deep fried è gente che deve avere un tasso di zucchero nel sangue da poterci candire i cedri, allora la cosa diventa semplicemente demenziale. E molto, molto ridicola.

(qui)

5) Acconciature asimmetriche

Sono uscite direttamente dall’inferno. Volevo dire, dagli anni ’80. Ok, dall’inferno. Mal si conciliano con le scalature estreme che andavano fino alla stagione scorsa. La ragazza modaiola media, vista da dietro, sembra un cespuglio di erba della pampa. Esistono in versione coda di cavallo sghemba o in versione treccia laterale. Sono atroci entrambi.

(qui)

6) Abbinamenti azzardati

Azzardatissimi. Chiunque abbia deciso che liquid leggins, felpa con la zip, scarpe da ginnastica e piccoli accessori femminei siano un abbinamento plausibile meriterebbe di essere squartato da due pariglie di cavalli selvaggi. Certo, cercare di abbinare tra loro i colori potrebbe mitigare leggerissimamente la condanna. I cavalli potrebbero ricevere un breve addestramento, prima della procedura di squartamento.

(Qui)

7) Innecessarie incursioni nel privato

Testimonianze video dei particolari più insignificanti ed improbabili del vissuto quotidiano. Casomai qualcuno avesse il sospetto che lavarsi i denti sia passato di moda.

8) Uso creativo del denim

Pare sia una tendenza di stagione, e l’imperativo è: non essere banali! Results may vary.

(Qui)


9) Nudità accennata

Con la primavera imminente, difficile resistere alla tentazione di mostrare le proprie grazie. Al rogo i reggiseni!

(qui)

10) Disprezzo feroce per qualsiasi convenzione sintattico-grammaticale (English version!)

Quasi tutte le donne di oggi sono convinte che se prima di uscire di casa, non si calzino scarpe con dei tacchi vertiginosi, la giornata non è degna di essere vissuta.Io la vedo un po diversamente e apprezzo molto di più le donne camaleontiche poichè dotate di coraggio per indossare anche scarpe raso terra tutte le volte che lo desiderano lasciandosi alle spalle le formalità  [Gabrielle Maison]

A soon post before leaving. [The Blonde Salad]

Un ringraziamento a Chiara Ferragni e Gabriella dell’Albani, che si sono prestate (loro malgrado, naturalmente) ad illustrare questo mio studiatissimo decalogo. Ho usato foto della Ferragni per due ragioni:

1) esistono foto di lei in ogni atteggiamento umanamente immaginabile, quindi ho avuto gioco facile;

2) la trovo esteticamente “a dir poco deliziosa”, quindi mi fa bel vedere.

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Ps. Quando dicevo di quella cosa delle dita nel naso, non stavo mica scherzando. Illusi.


Young Girls Are Stupid

Premessa: la titolare è dell’idea che ciascuno dovrebbe limitarsi a fare le cose che gli riescono benino, evitando con signorile nonchalance quelle che non è in grado di portare a termine dignitosamente. Tanto per smentire quanto appena affermato, vi comunico che il video qui in fondo è il risultato di una spossante sessione di lotta senza quartiere con Movie Maker, che mi odia e si rifiuta di lasciarsi adoperare correttamente – ergo, la forma fa tantissimo cagare, ma spero possiate apprezzarne la sostanza. Grazie.

Silvia Valerio ha diciannove anni, è padovana, ha fatto il classico ed è  vergine. Queste le informazioni che ci è dato recuperare dalla  striminzita biografia presente sul suo sito ufficiale.

(Sto mentendo, il fatto che sia veneta lo evinco la sua vera natura emerge dal suo sguaiatissimo  dichiararsi “vèrgine”) (quella “e” è talmente aperta che è impossibile  ignorarne il muto grido di dolore) (brr)

La ragazza non ci tiene a sottolinearlo, ma è colta, coltissima,  praticamente Umberto Eco con le chiappe di fuori e il segno del tanga (vedi a lato):

“Adesso ha ripreso le occupazioni originarie e nel tempo libero pratica antropologia, cura il proprio hortus conclusus, e ha una collezione di disincanti.”

Suo vezzo è l’uso continuo -non necessariamente pertinente- di locuzioni latine anche piuttosto banali, vizio che ritene necessario rimarcare scusandosi di continuo per il latinorum; a giudicare dal malcelatissimo autocompiacimento che accompagna il falso schermirsi, alla ragazza non farebbe male una visitina all’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria, tanto per levarsi ogni dubbio riguardo la connotazione vagamente ironica del termine in questione. Perché sì, cara, è ironico.

Se le note biografiche si riducono a qualche scarsa notiziuola sulla vena poetica, sorta già nella più tenera età e subito affiancata dalla taglientissima abilità satirica (Luttazzi la pensa, e piange), l’esibizione dell’esuberante fisicità tardo-adolescenziale è abbondantissima, e addirittura a tratti travalica i labili confini della pseudopornografia da poco prezzo per avventurarsi nei territori spiazzanti della cruda, asettica didattica ginecologica.


(Cliccateci, si apre grande e bellino)

Nota a margine: denigrare una persona per il suo aspetto fisico è grossolano e deprecabile, ma quando ci vuole ci vuole; Silvia, giovane, credimi: un paio di belle gambe e un fisichino tutto sommato discreto non fanno di te l’ottava meraviglia del mondo, se la faccia è quella di Pamela Prati con la parrucca della Strega Nocciola e i denti di Clarabella. Fly down.

Terminata l’analisi delle scarsissime testimonianze cartacee ed iconografiche della signorina, vi lascio con il frutto delle mie sofferenze registiche applicate alla sua comparsata chez Chiambretti e con la testimonianza video della replica definitiva alle farneticazioni della, cito, “povera miserabile” che ha scritto un libro per offrire la propria verginità ad un tizio così ignobile che persino il suo sarto tenta di boicottarlo, a giudicare dagli orli improbabili dei suoi completi. I rest my case.

(Questo qua sopra l’ho fatto io!)

(Questo no, difatti è montato benino)

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Signori, questo è il mio centesimo post! Festeggiamo, latinorum per tutti.

Wild Mangoes (We’ll Ride ‘Em Someday)

Come avete passato queste vacanzine? La titolare, che non se le gode perché è comunque a casa da tre settimane e quindi non vede minimamente modificata la propria routine studiereccia, le ha trascorse principalmente cercando di scampare ad una sorta di remake casereccio di Final Destination.

Voglio condividere, tra i tanti, un aneddoto particolarmente significativo: sabato ero seduta sul tavolo della cucina, a gambe incrociate, intenta a disossare un mango. Ordinaria amministrazione, se non che a un certo punto ho starnutito, e la situazione è precipitata peggio che in un finale di stagione di Grey’s Anatomy: mi sono pugnalata una caviglia, mi è uscita una spalla e la mia ovaleggiante e semi-sbucciata futura merenda è rotolata allegramente verso altri lidi (i.e. l’anticamera).

A questo punto è arrivato di corsa mio fratello, richiamato dalle urla, e alla vista del sangue (sapete quanto sanguina una caviglia? Sanguina un casino. Non che io ne sappia qualcosa) ha fatto quello che gli riesce meglio: virilmente, s’è accasciato semisvenuto. A questo punto, stoica, ho ricollocato in sede la mia propria spalla, sono colata giù dal tavolo, ho recuperato il mango, levato i pelucchi dal mango, appoggiato il mango sull’apposito piattino, distolto la mia attenzione dal mango e richiamato in vita il fratello, che non ha perso tempo e si è congedato con una certa disinvoltura.

(Il tutorial su come si leva il sangue venoso dalle fughe delle piastrelle di cucina lo facciamo dopo quello analogo sulla salsa di soia, ok?)

Visto che la sera dovevo uscire, ho pensato che sarebbe stato carino arrestare la lenta ma costante emorragia che minacciava di uccidermi in dieci-quindici giorni lavorativi, quindi mi sono avviata -saltellando- in direzione del bagno, alla caccia di una garzina qualsiasi.

(Per farlo sono transitata davanti alla porta della stanza di mio fratello: “vaiviavaiviavaiviapercaritàconquelsangue!”. Quel ragazzo farà strada)

L’ultima compressa di garza disponibile aveva, col tempo, assunto un’elegante quanto poco promettente sfumatura kakhi, quindi mi sono limitata a farci due parole riguardo il pranzo con la leva (stando alla data di scadenza, eravamo coscritte) e l’ho salutata, preferendole un rudimentale quanto efficace tampone di carta igienica tenuto insieme con lo scotch. Scotch di carta, ovviamente, ché non sono mica un’irresponsabile. In serata, il mio amatissimo ragazzo ha sostituito lo scotch di carta con del cerotto apposito, e il tampone di carta igienica con un tampone di carta igienica milanese. Mi ama!

Casomai ve lo steste chiedendo, il mango era buono. Ne è valsa la pena.

Ps. Sto litigando con Movie Maker. Il prossimo post conterrà un video, forse. Ma probabilmente no. Ve l’ho detto, sto litigando, e Movie Maker per ora ha il mango dalla parte del manico. Che nervi.

Back In Highschool Voted “Most Likely To Go To Hell”

Benvenuti nel post, non ufficiale, che tratta del sito, non ufficiale, del .
(Prima di proseguire la lettura, signori all’ascolto, siete pregati di sfilarvi jeans ed eventuali slip attillati – e questo principalmente, ma non esclusivamente, per il fatto che gli slip attillati su un uomo sono brutti da vedere. Capirete in seguito, tranquilli)

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Se la redazione di DaUomo è composta da un pugno di sfigati segaioli le cui superbe doti letterarie sono messe in ombra solamente dall’esilarante tasso di affidabilità dei metodi d’abbordaggio consigliati ai lettori (“ma le ho detto brutta troia già sei volte, perché non me la dà ancora?”), la redazione, non ufficiale, del sito, non ufficiale, del CCSG è tutta contenuta -a fatica!- nella testa sovreccitata di tale tristissimo Antonio, uno convintissimo che i testicoli gli facciano male per colpa della lobby giudaico-massonica e non perché non scopa mai e non può masturbarsi. Ma andiamo con ordine.
La tesi di fondo del sito, non ufficiale, è che:
La propaganda con le sue tecniche di convincimento occulto, anche se non propriamente subliminali, ha come principale obiettivo l’eliminazione del nostro popolo.

Ma la propaganda ad opera di chi? Be’, degli ebrei dei massoni di Walt Disney delle femministe degli atei di Freud di chiunque non si chiami Antonio, via.  Fermo restando che il suo primo, vero amore resta sempre il mezzo secondo di passera subliminale di Jessica Rabbit fugacemente intravisto nella prima gioventù, l’ottimo Antonio si degna -appunto- di spiegarci le ragioni per cui, se non si inverte al più presto la tendenza, entro cinquant’anni o giù di lì andrà a finire che i preti irlandesi saranno costretti a molestarsi tra di loro, dio non voglia.

(Ah, disclaimer: loro usano “volutamente” l’iniziale minuscola per gli alfieri del maligno, o qualunque sia la pittoresca definizione che usano per parlare dei Queen, io la uso altrettanto intenzionalmente per segnalare le figure di fantasia, tipo lo spirito santo, bulbasaur e gasparri)

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La trattazione è contenuta in un breve, illuminante opuscolo -sobriamente intitolato TECNICHE DI GENOCIDIO- che andrebbe in realtà integrato mediante l’esame scrupoloso di 657.879.050,999 fotogrammi incriminati (su su fino allo sbuffo di vapore vagamente a forma di capezzolo nell’opera prima dei fratelli Lumière)  ma che può, per gentile concessione, costituire “lettura assestante”.  Visto che abbiamo poco tempo, facciamo fare ai messaggi subliminali visivi/audio la fine che fa di solito Carducci [si salta!] e proseguiamo spediti con l’analisi dell’agile opuscoletto. Oggi affrontiamo il primo punto, ossia:

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LA CORRUZIONE SESSUALE
Il metodo in assoluto più efficace per ridurre le nascite è quello di indurre alla corruzione sessuale.
Ah. A me l’avevano raccontata diversa, ma il succo della loro analisi è che i bambini nascono solamente se sei sposato e fedele, visto che -come tutti sappiamo- un anello al dito e un utero che grida vendetta peggio di quello di Michelle Duggar vanno di pari passo, e alle personcine cattive che osano ciulare al di fuori dei sacri vincoli il pisello diventa nero, si secca e cade, inficiando senza rimedio la possibilità di mettere al mondo tanti piccoli coristi bavaresi. Per dirla con le loro parole,
Ciò riduce le nascite nell’esatta misura in cui cresce la corruzione sessuale.
(Buono a sapersi)

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Ma -vi domanderete, piccoli ingenui lettori- come viene introdotta nella società questa orripilante corruzione sessuale, questa aberrazione indegna, questa infame sostituzione del prodotto naturale del rapporto sessuale (un infante in lacrime) con l’innaturale, squallido effetto collaterale tanto di moda tra i giovani d’oggi (un orgasmo anche per lei) (e nessun bambino, la stronza!)? Tranquilli, piccoli lettori, il buon Antonio ed io non intendiamo lasciarvi nel dubbio – eccovi un riassuntino, i virgolettati sono citazioni.

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a) La nascita del rock’n roll

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Il rock’n roll è stato progettato appositamente per far scopare di più i ggiovani, così che si riproducessero di meno. (Oh sì, fila)
“Rollio e beccheggio” sono i movimenti che compie la vettura quando ci si fa l’amore dentro. (Vorrei sapere che posizioni usavano i ggiovani americani, e/o che marca di sospensioni). I reggiseni con le tette a punta sono il male, e le cose sì che andavano bene quando le ragazzine da grandi volevano fare la madonna, quella originale (“Papà, ti giuro, Marco non c’entra – è stato lo spirito santo, ti dico!”). Anna Oxa è “una mangiatrice di uomini”, Gianna Nannini “viriloide”, la Rettore “entrambe le cose” (e tagliamo la testa al toro).
I cantanti maschi sono tutti froci schifosi, le donne no, al limite puttane. (Antonio ignora il concetto di lesbismo) (uhm) (dovrebbere prendere ripetizioni, come si fa ad essere così fuori moda?). Le canzoni di Gianni Morandi sono pericolosissimi veicoli di stupidi deliri d’onnipotenza pseudo-femministi che ingannano le povere deboli sceme femminelle per fare in modo che si ritrovino sole e senza figli.

camminare mano nella mano implica quasi sempre lo stare insieme. Percui il tradimento di lei era già avvenuto. Come detto a tradire era stata lei, non certo “quel coso” di cui parla la canzone; e non si vede, dunque, perché il cornificato debba prendere a pugni lui, quando egli è stato il semplice oggetto e non il soggetto del tradimento. Infatti a tradire “lui” è stata “lei”, e ciò perché era “lei” che stava con lui; non certo il “coso”. Ma la “divina” non si sente messa sotto accusa, come senz’altro meriterebbe…noo!, anzi… lui ha bisogno di lei, la chiama ripetutamente “amore”, eccetera, eccetera…

Ovviamente non ci si trova, per caso, dinanzi ad un cornuto contento: la canzone deve ficcare nella testa delle ragazze che esse possono impunemente tradire, ricevendo addirittura le moine ed i complimenti del cornificato di turno. Ma, ovviamente, nella vita reale, chi tradisce viene lasciata e… molto meno probabilmente farà figli…

Petrarca era uno stronzo:
Quasi tutte le canzoni italiane di musica melodica contemporanea presentano tentativi di convincimento occulto tendenti a corrompere sessualmente. In genere si tratta di elogiare in maniera fortissima la “musa ispiratrice”.

E vaffanculo anche a Dante, quella femminuccia.

Gli elogi sperticati ed i complimenti strampalati alla ragazza di turno non servono tanto per vendere, quanto per corrompere le ascoltatrici; le quali, pretenderanno quei complimenti, ben poco virili, dai loro fidanzati.
Dodi Battaglia, muori.
Questi ultimi, inoltre, non potranno certo rispettare chi è pronta a strapparsi i capelli per l’eros ramazzotto di turno; infatti il tradimento virtuale non è molto meno odioso del tradimento reale. Ed i cantanti di musica melodica contemporanea sono, guarda caso, tutti, ma proprio tutti, bellissimi.
(Ho detto tutti)

Ah, e mi raccomando di non lasciarsi fregare peccando d’ingenuità:

Ogni sorta di perversione sessuale è ossessivamente propagandata, ed il messaggio viene ripetuto, in modo martelllante, da ogni radio. Si va, tanto per fare qualche esempio, dal “non c’è sesso senza amore” del super bugiardo Antonello Venditti, alla “bella senz’anima” di Riccardo Cocciante, dove si allude chiaramente alla sodomia (eterosessuale).
(Meglio specificare, anche se non ho capito se sia più o meno grave rispetto alla sodomia in carta semplice)
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b) La dittatura della pornografia

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Be’, è un casino. (Ah, ha ha!)
Dice che non si può nemmeno guardare un telegiornale senza imbattersi in disgustose immagini hardcore, e in effetti non mi sento di dargli torto. Una sera di un paio di anni fa il gatto mi è saltato sul telecomando, la tele si è accesa su Rete4 e io sono stata costretta ad assistere ad un rivoltante spezzone di anilingus tra due anziani signori grinzosi e troppo abbronzati. Sono cose che segnano – perché credete che abbia aperto il blog? Ecco.
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c) Diffusione dell’omosessualità

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Endemica. Conduce all’infelicità, salvo sollievo momentaneo se, putacaso, “la nazionale ha vinto il campionato”. Dimostrazione per punti dell’infelicità intrinseca degli schifosissimi finocchi:

Se io sono omosessuale, vorrò amare e m’innamorerò di un uomo. Ma di quale uomo? Di un altro omosessuale?

No! M A I.

Troppo facile!

Una donna, per quanto possa essere bella, se, fuori dal letto, cammina come un uomo, si china a raccogliere gli oggetti come un uomo, ragiona e parla come un uomo, non potrà mai fare innamorare nessuno. Perché con l’amore non si cerca un completamento che sia soltanto corporale. Nessun uomo si potrebbe mai innamorare di un uomo dal corpo, pur bellissimo, di donna…

Pertanto nessun omosessuale potrebbe mai innamorarsi di un altro omosessuale, che, all’atto pratico, altro non è se non una femmina col corpo di maschio.

Fateci caso, la prossima volta che la vostra bella, dolce fidanzata si china a raccogliere un oggetto e lo urta incidentalmente con lo scroto – come fate ad amare una donna del genere?

Gli omosessuali s’innamorano solo di maschi SANI, COMPLETI.

Per eventuali reclami, rivolgersi qui.

Ma un uomo, che sia veramente tale, NON POTRA’ MAI CORRISPONDERE AD UN OMOSESSUALE. Da questo si evince in maniera chiarissima che l’omosessualità, in se stessa, è solo cagione d’infelicità.
Cartesio gli fa una sega, gli fa.
La maggior parte degli omosessuali vive una sessualità morbosa e quanto mai promiscua: non vi è gabinetto di stazione ferroviaria che non ne sia infestato ventiquattr’ore al giorno… spessissimo capita che, se ti azzardi ad urinare in un vaso a muro, vieni immediatamente affiancato da uno o due sodomiti che si masturbano guardando il tuo pene mentre urina.
Immagine sensualissima: cesso di stazione, maniaco religioso, pipì – sono tutta un bollore.
E questo con buona pace di chi vuole combattere le “molestie sessuali”; le quali vengono, sì, combattute, ma SOLO quando si manifestano fra eterosessuali; ovvero solo quando sono, almeno in potenza, prolifiche.
“Smettila, porco, smettila… ! Aiuto! Aiuto! Sta tentando di infilarmi una fede al dito e avere dei figli con me! Aiuto! Stronzo! Aiuto!”
Tutte le considerazioni fatte valgono anche per le lesbiche (con gli ovvi aggiustamenti di sesso), eccettuando la questione delle molestie nei gabinetti pubblici.
Antonio ha seguito il mio suggerimento e ha dato un’occhiata alle perle di saggezza di DaUomo. Bravo Antonio.
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d) Effetto “testimonial” nella vita dei personaggi famosi e responsabilità della stampa.

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Diana Spencer è era una zoccola (mannaggia a lei che è morta!). Stefania di Monaco è un troione. La regina d’Olanda sì che è una sciura per bene. La donnicciuola ignorante legge su “Gente” che Stefania di Monaco è un troione, e via che vuole diventare un troione anche lei. Lo spirito d’emulazione della donnicciuola ignorante si ferma davanti alla tendenza lanciata da Diana Spencer di essere morta. La regina d’Olanda non se la incula nessuno. Stefania di Monaco se la inculano i domatori del circo. La donnicciuola ignorante si fa inculare anche lei, e nascono meno bambini. Diana Spencer non accenna a risorgere.
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e) Le tecniche, subliminali e non, di PANSESSUALIZZAZIONE

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La moda del regime è arrivata addirittura a togliere le mutande alle nostre donne…
(Chi vi scrive ha il sedere incartato nella plastica da imballaggio, quella carina con le bollicine da scoppiare)
Le mutande non sono un normale indumento, come le maglie od i pantaloni… le mutande si indossano SOLO PER SCOPI IGENICI. La mutanda serve a raccogliere le flatulenze, gli umori ed i peli che, altrimenti, si disperderebbero, con grave rischio per l’igene collettiva. Inoltre, la mutanda ha la funzione di salvaguardare le parti intime del corpo dal rischio di infezione da patogeni esterni.
Mutande a tenuta stagna per tutte!
La totale manzanza di pudicizia, e l’esibizionismo più sfrenato, soprattutto al femminile, hanno letteralmente EVIRATO il nostro popolo. Ai nostri nonni, da giovani, bastava vedere una ragazza andare in giro con la gonna appena sopra il ginocchio per considerarla una poco di buono… Ora le prostitute vestono in modo MOLTO MENO esibizionistico della maggioranza delle ragazze normali, e diventa sempre più difficile rispettare chi per prima non rispetta se stessa. E poi, come si può SPOSARE, od anche semplicemente andare a convivere, con una donna che non rispetta se stessa fino al punto da vestire peggio di una prostituta?!

Morale, si fanno meno bambini. La cosa inizia a farsi ripetitiva. Vado un po’ a vedere cosa scrivono su Gente della Stefania di Monaco – chiamatemi se risorge Diana Spencer.

Come Let’s Go Where Fashion Sits

Oggi vorrei parlarvi* di Angelica Medaglia, la persona che meglio in assoluto esprime il concetto di burinitas, termine dal sapore squisitamente tardo-repubblicano che ho coniato mezz’ora fa mentre mi contorcevo per sciacquarmi la schiena nella vasca da bagno.

Angelica Medaglia è una fashion blogger, pardon, una fashionist blogger, e tiene tantissimo alla vostra partecipazione, amici che ci seguite da oltreoceano; ci tiene talmente tanto da vincere il proprio atavico disgusto nei confronti della sordida lingua d’Albione e rivolgervi un caldo ma fermo invito:

http://www.thechicblonde.blogspot.com/ my blog…fallow please

Conscia però del fatto che la carne è debole, e che in questo mondo spietato una ragazza deve a volte saper scendere a compromessi, l’eterea Angelica non disdegna la pubblicazione occasionale di immagini anche audaci, ma sempre pervase da una sensualità sottile, raffinata, che ben si sposa con la sua dichiarata passione per la figura di Coco Chanel. Ecco, a titolo di esempio, un outfit estivo.

(Fèscion!)

Angelica Medaglia è umile, e non ha paura di ispirarsi, anche se non sempre ritiene necessario citare la fonte; circostanza scusabilissima, dato che il livello di rielaborazione e ricerca e interpretazione personale è altissimo, fino alla metabolizzazione e allo stravolgimento quasi completo dell’originale. Vediamo un caso concreto (cliccateci, si apre più grande).

(Un grazie a Veronica Ferraro, anche, che si è lasciata ritagliare col Paint senza battere ciglio)

(La copia di Vogue della Medaglia ha tentato la fuga, invece, e quindi non è un bravo soldatino)

(Cattiva copia di Vogue)

Angelica Medaglia ha avuto una vita breve (per ora) ma densissima, riassunta in una presentazione (ora purtroppo rimossa) che faceva bella mostra di sé nel suo profilo Flickr, e che andiamo a rievocare attraverso la precisissima analisi puntuale ad opera del nostro amico extracomunitario transalpino Al (ciao Al!)

Non posso esimermi dal commentare, quando vedo tanta bellezza scritta da una diciottenne:

Ho studiato danza, ho frequentato la palestra, diciamo che mi sono sempre tenuta in forma. Ma con il passare del tempo, non sono riuscita più a far coincidere le due cose, e quindi ho dovuto lasciare tutto.

“Mmm… palestra o danza, palestra o danza? Nessuna delle due e vaffanculo.”

Ora come ora dai 16 a oggi mi sono appassionata di Moda.

Un’ora lunghissima.

La moda dio che cosa stupenda, nel mio armadio si trova di tutto da leggins in pelle a maxi cardigan, gilet lunghi, camicie ecc ecc.

Proprio di tutto!

Si trova nel mio armadio dalle zeppe con tacco 12

Ma chi si trova nel tuo armadio?

Le giacche e giobbotti, trovi Moncler mi piacciono questi generi imbottiti.

Ma che bel giobbotto che hai! Sei una dei generi imbottiti, eh?

mia sorella è la primo genita ha 29 anni è sposata da 4 anni e ha un bambino meraviglioso di 1 anno Giuseppe.
Mio fratello, ha 28 anni è sposato da 5 anni e ha 2 bambini meravigliosi Dora di 3 anni, e Rocco di 1 anno

Una stirpe meravigliosa.

E ora approfisco un pò il mio IO.

-Senti, hai controllato se nella descrizione ci sono refusi?
-Refusi? Ma vaaa, ho fatto una ricerca approfita!

IO & IL MANGIARE
Mangio a periodi in alcuni in modo: sregolato, in altri che non mangio proprio.

Era partita bene.

Amo le “schifezze” tipo: patatine,dolci,maionese, checiup, wustell, hamburgher ecc ecc.

Il checiup!

IO & L’AMORE
[...] a soli 12 anni mi innamoro follemente di un ragazzo di 23 anni.
Storia da panico alla fine da parte sua non c’è stato nulla non poteva esserci nulla perchè mi vedeva come una sorella minore. Ma io nonostante tutto ho continuato ad amarlo insistentemente, poi c’è il momento clù della situazione lui si è fidanzato con un’altra più grande di me circa 22 anni.

Ma quindi una che aveva 34 anni o una di 22? E poi e’ successo sei anni prima, deve ancora parlarne?

Ho cercato di dimenticarlo conoscendo una nuova persona, io avevo 15 anni lui 18. Sembra andare tutto bene quando ad un certo punto…………. [giuro che va a capo, per creare enfasi e suspence, ndAl]
lui si allontana da me. Perchè aveva capito che io potessi volere di più di una semplice amicizia da lui! Ahimè..ho cercato di dimenticare anche lui. Ci sono riuscita quando ho conosciuto questa persona stupenda, io avevo 17 anni .lui 22. Storia abbastanza tormenta anzi direi troppo. Lui fidanzato, io che lo corteggiavo insistentemente. E poi litigi ecc ecc. Alla fine si è sfidanzato x fortuna. Da lì iniziamo a conoscerci in modo “civile”. Ma lui mi fà capire che non gradisce il mio carattere..questa storia è durata 2 anni ed finita un mese fà. Tutt’ora stò male, quando lo rivedo
mi viene un’agonia insopportabile! Ma bisogna andare avanti lo stesso.

Ma questa e’ completamente pazza? Sposta l’attenzione maniacale da un soggetto all’altro, pero’ e’ molto gentile nell’illustrarci sempre l’eta’ di ognuno.


(Questa è la mia vita)

Che culo!


(Ah sì, è facile tenere un blog quando la gente che conosci ti dà il permesso di citare roba già scritta – anche se, insomma, ci ho messo del mio:  il corsivo nell’originale non c’era mica, signori)

Che altro aggiungere? Ci sarebbe da parlare del suo difficile, difficilissimo rapporto con l’italiano; della sua avversione per lo spelling e/o la tecnologia (usa un BlackBarry, lei,  e la sua attrice ultrapreferita è MARYLINE); dei tweet che manda alla Sozzani per proporle articoli per Vogue; del fatto che abbia diciott’anni e la faccia di una quarantasettenne molto stressata; delle sue improbabili scaramucce con la Ferragni, che le sono costate l’odio perenne delle carampane di quest’ultima – ci sarebbero centinaia di cose da rimarcare, ma preferisco chiudere qui la mia dissertazione e lasciarvi con questa immagine stupenda, nella speranza che Angelica herself ci onori della sua stupefacente, blurratissima presenza, un giorno o l’altro. Le nostre porte rimangono aperte.

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*Mi dispiace postare poco e un po’ troppo in stile Malvestite, ultimamente, ma la mia esistenza è noiosissima. Studio, mangio, dormo, ridacchio, esco, non mi capita nulla di degno di nota.

I Really Need A Girl Like An Open Book

Per merito delle Malve ho scoperto questo spassosissimo pseudoblog, degno di nota principalmente per l’improbabile caratteristica di non avere nemmeno un (1) commento positivo in calce a decine e decine dei post (a fronte delle centinaia di divertitissime prese per il culo), oltre che per il fatto che gli autori ce l’hanno tantissimo con la Toyota Prius e non sono in grado di ricordarsi quale macchina strafiga avessero sostenuto di possedere nell’articolo precedente.

Per mancanza di tempo, oltre che per evitare l’overkilling della Croce Rossa, mi limiterò a deliziarvi con le perle raccolte in questo unico, umile, utilissimo trattatello: Come far raggiungere l’orgasmo ad una donna: esiste un metodo più efficace degli altri?

Sappiamo che nei rapporti sessuali che ci sono al giorno d’oggi lo scopo principale per le donne è quello di riuscire ad avere orgasmi multipli e provare un piacere libidinoso.
Ah, ‘ste stronze! Mica come una volta, quando tutto quello che una donna chiedeva ad un’onesta scopata era avere sopra una persona che sudasse e facesse “gnnn” e la chiamasse “troia!”. (Hat tip Ddrd)

Sappiamo che le donne di oggi sono molto più difficili rispetto a quelle di un tempo perchè non sono mai sazie di sesso.Un tempo il sesso veniva visto come un rapporto molto bello e sensuale ma nulla più; oggi invece viene visto come un rapporto dove si deve godere il più possibile
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“Ah, Guidoberto, una cosa veramente inaudita. Ella pretendeva di… no, non riesco a dirlo. Arrossisco. Mi tremano le vene dei polsi. Deh, d’accordo, mi farò coraggio: ella pretendeva di provare piacere sensuale a propria volta. Sono sconvolto quanto te, ti prego di credermi. Passami del laudano, sii cortese. Grazie.”

Infatti l’organo genitale maschile non è che il capolinea dell’orgasmo femminile. Per far godere una donna infatti si devono fare tanti piccoli passi che portano…

… lontano da quel capolinea, esattamente all’estremità opposta del binario: tra le braccia di qualcuno che ci sappia fare un minimo.

Una delle cose che attizza maggiormente le donne di oggi sono i preliminari. Anche se molte volte sentiamo dire in giro che li considerano come delle cose volgari e senza senso, in realtà sono molto attratte a adorano praticarli.

- Amore, ti prego, posso leccartela un po’? Poco? Due minuti? Poi porto fuori la spazzatura, giuro.

- No. Santo cielo, quanto sei scurrile. Tutti uguali, voi maschi, davvero. Smettila subito di accarezzarmi amorevolmente e vieni qua sopra a fare “gnnn” per un paio minuti, che poi ho una gran voglia di correre a rammendarti i calzini. Oh, e poi non sudi per niente bene, mica come il mio ex. Maschiopentito!

Piano piano vi spostate dal collo all’orecchio [...] toccandolo ogni tanto con il dito.

Ah, e non vi dico cosa ho fatto io al tizio che mi ha fatto i buchi per gli orecchini.  Eh he he.

Quando vedete che lei comincia a “contorcersi” infilate il dito all’interno di essa e con un movimento molto sensuale cominciate a muoverlo. Questo passaggio serve per “lubrificare” la vagina in vista del rapporto.

Uh, dipende dalla natura dei “contorcimenti”. A meno che il dito non sia stato precedentemente immerso nel grasso da motore. Cosa che potrebbe anche darsi, visto il tono generale dell’articolo. Non sono sicura di volerlo sapere. E comunque è inutile che stia qui a raccontare cazzate, la verità è che sono frustratissima perché è un sacco di tempo che nessuno mi castiga per bene i lobi delle orecchie.

Arrivati a questo punto anche lei si dedicherà un pò a voi e vi farà tutti i preliminari che desiderate, questo perchè ormai è entrata del vortice del piacere ed è come se fosse in trans

Scusate, qui c’è un refuso evidentissimo ed incolpevole sul quale non mi sento di fare dell’ironia:  la versione corretta sarebbe “come se fosse un trans” (si sa, tra uomini ci si intende davvero, senza stupidi problemi di donnicciole)

Una volta che si inizia il rapporto sessuale vero e proprio bisogna continuare a fare le cose che vi ho elencato in precedenza. Anche quando siete nel bel mezzo della foga sessuale continuate comunque e sempre a leccare il collo e l’orecchio.

… e complimenti per la coordinazione!

Il metodo più efficace per far raggiungere un orgasmo come si deve a una donna e quello di provocarla prima e castigarla poi.

- Amore, amore…  secondo me i Tokio Hotel sono la band migliore del decennio. E Christian De Sica è un attore molto migliore di suo padre, e Pamela Prati è una bellezza raffinata… ehi, ehi, cosa fai? Giù quella scure! Bambina cattiva. A letto senza cena.

Molti uomini, purtroppo soffrono di eiaculazione precoce ed è chiaro che se fanno subito sesso senza preliminari il rapporto dura poco e la donna non prova il piacere dell’orgasmo finale.

Sì, sì. Non so a voi, ma a me gli orgasmi parziali lasciano sempre un po’ l’amaro in bocca. Soprattutto quelli a crocette, Bocconi style.

Quindi cari lettori fidatevi dei consigli [...] e riceverete anche i complimenti dalla vostra compagna che non vedrà l’ora di ripetere l’esperienza appena passata.

Che coincidenza, anch’io. Non vedo l’ora a tal punto che sto pensando di tirarne fuori una rubrichetta fissa – cosa ne dite?