La relatività delle cose

Sono due settimane che racconto di come, alla stazione di Cesena, ho avvistato due tizi che amenamente consumavano il proprio pasto seduti sulla banchina, le gambe penzoloni sul binario 2. Privi di bagaglio, quindi locali o quasi. La derisione.

Ieri mio padre mi ha comperato i Kinder Cereali Summer. Ora so che esistono maniere molto più idiote di nutrirsi.

Mi sa che vado a Cesena a scusarmi.

I Get Around

Quando sono a Milano e ho una mezz’ora buca, tipo stamattina, spesso  mi infilo in libreria e sto vicino allo scaffale apposito a sconsigliare alla gente i libri di Vittorino Andreoli*.

Questa volta, poi, la cosa è andata particolarmente bene, le persone mi davano retta per partito preso: ho dissuaso tre potenziali compratori in neanche venti minuti.  Alla fine ero così di buon umore che mi sono presa un po’ di tempo per andare in un’altra sezione a fissare con sufficienza quelli che prendevano in mano il libro di una che a me sta antipatica. Sono una persona squisita.

(A questo punto, peraltro, complici l’ora tarda e la consapevolezza della mia non comune capacità di comunicare il disprezzo senza realmente corrugare la fronte, inizio a considerare una svolta in senso letterar-dissuasivo della mia futura carriera – carriera che fino ad oggi era remunerativamente orientata verso la figura professionale del Passeggero Rassicurante TM)

(Passeggero Rassicurante TM: non importa quanto di merda voi guidiate, io starò lì seduta con l’aria più serena del mondo, a fare allegramente finta di nulla anche quando per errore innesterete improvvisamente la retromarcia mentre procediamo a velocità sostenuta lungo un viadotto dissestato. Finora l’ho fatto per amicizia, ma in un’ottica lavorativa pensavo di chiedere 50 euro per la mezz’ora.)

(Un’altra maniera per definire il Passeggero Rassicurante TM, questa volta per luminoso contrasto, è un ritratto fotografico del mio illustre moroso, bianco in volto, spasmodicamente aggrappato alla maniglia di cortesia di un’auto da me condotta a velocità estremamente ragionevole su strade prive di qualsiasi elemento anche solo potenziale di minaccia. L’immagine funziona anche come sinonimo di “stronzo malfidato” e “adesso, amore, io accosto e tu scendi”.)

Oltre al blitz in libreria, dicevamo, stamattina (già che mi ero alzata alle sei e rotti e mi ero allontanata di venticinque chilometri dal letto) ho trovato almeno altre due maniere di adoperare, nell’attesa che si facesse l’ora di andarmene a pranzo, i miei numerosi talenti e la mia recentemente acquisita e  pressoché infinita riserva di tempo libero.

La prima è stata azzardarsi ad andare a fare pipì, compito che, data l’ingannevole e spietata semplicità della pianta dell’ateneo unita alla mia sempre spassosa (no) mancanza di qualsiasi anche minima parvenza di senso dell’orientamento, si tramuta ogni volta in una sgambata di mezz’ora e almeno due giri completi del circuito degli ambulacri. (Ora che trovo il bagno, i reni mi sono entrati in regime straordinario di recupero liquidi tipo siccità prolungata, però una lavatina alle mani già che sono lì me la do comunque, male non fa, e perlomeno non ho fatto la strada per nulla).

La secondo è consistita nel presenziare, io, il mio Mars sbocconcellato e la mia ingiustificabile alterigia, nelle foto di laurea di almeno una dozzina di persone differenti, ivi inclusa una che si è presentata alla discussione in tailleur sinteticissimo blu elettrico e camperos intarsiati, una che nella foga le ha perse, le scarpe (non erano camperos) e una a cui, appena proclamata, una delegazione di amici e parenti ha consegnato un’ingombrante teoria di pupazzini pseudo-antropomorfi fatti con i palloncini.  E io sullo sfondo, scatto dopo scatto. Muta testimone delle miserie del mondo. Consumatrice entusiasta di prodotti dolciari di dubbia qualità. Vagamente allucinata. Intenta a redigere queste umili e poche righe. Comunque bella.

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* Lui, precisa, non è parente.

All The Boys Think She’s A Spy

Il mio postino pensa che io sia strana, e forse addirittura una qualche sorta di delinquente. La parte criminale dei sospetti deriva dal fatto che mi arrivino una media di tre pacchetti esteri alla settimana (giustamente, visto che quello che sto tenendo in piedi è un traffico di borsine di plastica Eyeko dall’Inghilterra); la parte della lieve bizzarria è invece tutta da imputarsi alla saltuaria necessità, da parte mia, di scendere a recuperare uno dei suddetti pacchettini mentre si indossa una vecchia maglietta/turbante a copertura dell’impacco di semi di lino, e dall’eventualità che una parte dei suddetti semi di lino sia colata discretamente lungo il collo, tipo processione di insetti semi-putrefatti.

(Tra l’altro, l’atrio del mio palazzo è sempre affollatissimo di gente occhiuta, che su base almeno bisettimanale assiste muta alla cerimonia del ritiro dei pacchi sospetti – con pagamento di tasse sanitarie e doganali, a volte, addirittura! Poi chiediamoci perché quella volta che il mio vicino di pianerottolo ha dimenticato la spesa fuori dalla porta ci ho messo dieci minuti a convincerlo che ero degna di fiducia e che era il caso che aprisse uno spiraglio -con il catenaccio- per consentirmi di porgergli la borsa. “Sono la sua vicina!” “Appunto!”)

Tuttavia, nessuno può sospettare di me più legittimamente dei tizi della Vodafone. I tizi quelli dell’assistenza, non quelli che almeno una volta al mese mi chiamano sul mio numero fisso Vodafone per chiedere se mi andrebbe di passare a Vodafone. Quelli del 190. Nello specifico, la ragazza impietrita che mi ha ascoltata cadere rovinosamente dalla scala a pioli sulla quale ero inerpicata nel tentativo vano di far riprendere conoscenza alla Vod. Station, e alla quale ho poi dovuto spiegare che sì, la sezione domiciliare dell’Ufficio Complicazione Affari Semplici ha optato per la collocazione del modem IN CIMA ALL’ARMADIO DELL’ANTICAMERA, e che no, tranquilla, non mi ero fatta male, potevamo proseguire. Forse.

(Possessori di Vodafone Station all’ascolto, learn from my fail*: generalmente, staccare la spina per un paio di minuti risolve qualsiasi problema. No, non state a ringraziarmi.)

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* lo so che si dice “failure”, è una citazione.

Lo strateggismo (sentimentale e no)

Alfonso Luigi Marra -lo conoscete tutti, giusto? L’uomo tabbù- ha un solo grande difetto, che gli ha impedito di affermarsi appieno e vedersi riconosciuto per il genio indiscutibile che è: l’eccessiva modestia, l’antipatia per le luci della ribalta, il rispetto quasi eccessivo per le tesi altrui, il pudore nel rimarcare i propri successi.

Pudore, addirittura, che gli impedisce di pretendere che la pagina Wikipedia a lui dedicata riporti quanto gli sarebbe dovuto, ovvero il suo essere il più grande intelletto che la nostra civiltà abbia mai avuto modo di conoscere (nonché un super saiyan):

Non aggiungo invece le cose che potrebbero sembrare autoreferenziali, fra le quali cito solo il fatto che la ragione della mia forza, una forza che mi consente di scontrarmi con lo Stato, con la magistratura, con gli apparati, risiede nei miei libri, perché, nel 1985, in “La storia di Giovanni e Margherita”, ho svolto una tesi sul modo di formazione del pensiero che costituisce, a mio dire, la massima scoperta di tutti i tempi, e che, visto che nessuno è ancora riuscito a farmi dichiare pazzo, ma anzi continuo a crescere e ad acquistare forza ogni giorno che passa, e vengo contestato solo da qualche raro, anonimo cretino, rischia di divenire la riprova della tremenda pochezza della socità degli “onesti” che appesta il pianeta in questi ultimi decenni, e di cui, mi space dirlo, Wikipedia non può che inevitabilmente essere espressione. Alfonso Luigi Marra

Oh, quanta inconsapevole temerarietà dimostra l’anonimo cretino, quando si erge sghignazzante a mettere in dubbio il peso istituzionale dell’orgoglioso compilatore della

«Legge sull’etichettatura dei prodotti agricoli ed ittici nella vendita al dettaglio», promulgata solo in formulazioni parziali, nonché, da Coordinatore del suo Gruppo nella Commissione Istituzionale, un documento cruciale nella pur essa non ancora attuata riforma istituzionale europea.

Stolti, i mutilatori della Legge! Sicuramente invidiosi della straordinaria varietà di stili di cui è in grado di avvalersi il nostro, e del suo sterminato retroterra culturale, che gli permette nel giro di poche righe di spaziare dalla Bibbia e da Esopo agli ammonimenti morali dello zio “autentico santo laico riconosciuto come tale da tutto il paese”  Giovanni, il tutto senza mai smettere di celare gelosamente i preziosi contenuti dei componimenti dietro l’ingegnosa barriera impenetrabile dei paragrafi da 56 righe l’uno – only the brave.

Non preoccupatevi, però, in tempi recenti il nostro è finalmente venuto a patti con la pochezza intellettiva dell’italiano medio, e ha misericordiosamente deciso di tendergli la mano e rendere accessibile anche all’umile lavoratore la sostanza del proprio messaggio – ragion per cui ha noleggiato Aida Yespica e Sara Tommasi e ha ammantato di figa la vibrata denuncia del signoraggio. Ah, coraggioso!

Dal momento però che chi scrive è una donna, più interessata alle brugole che non alla beltà femminile, ma piena di buona volontà e di voglia di apprendere, vorrei rivolgere un appello all’esimio signor Marra, domandando se, nella sua infinita bontà, sarebbe disposto a semplificare e (se serve) ammantare di cazzi anche l’illustrazione delle seguenti problematiche, che al momento, essendo io assorbita dal dramma sempiterno della non dialogicità sessuale e la non orgasmicità femminile quali effetti delle politiche del potere economico per inibire il confronto”, non sono assolutamente in grado di affrontare con le mie sole, scarse, risorse. Voglia aiutarmi, la prego.

- LISTA DELLE COSE CHE DA SOLA NON CAPISCO -

- Il denominatore comune tra i titoli (CucciolinoLa storia di AidsLa fase di Saul) delle ”tre raccolte di documenti sistematicamente di straordinaria coerenza e lucidità su tutte le principali problematiche umane, giuridiche e sociali”;

- L’avversione per l’Australia, gli australiani,  la democrazia australiana, i tribunali australiani, la xenofobia australiana,  e tutto ciò che anche solo vagamente riguarda l’Oceania (volendo prescindere dalla mera nazionalità della sua ex-moglie);

- La curiosa questione del partito che non è né di centro, né di destra, né di sinistra;

- La critica ad Einstein e al suo operato, e l’eventuale connessione tra la confutazione delle tesi di quest’ultimo e la negazione metaforica delle leggi dello spazio fisico di cui al punto precedente;

- La condanna inspiegabile della presunta aspirazione ebraica alla “società orizzontale [...] basata sull’eguaglianza” (con i suggerimento di contattare in merito il CCSG);

- La scottante questione dell’attendibilità degli scritti di argomento “pissicologico” e “pissicoanalistico” di chi, riconosciutamente, non è in grado nemmeno di pronunciare le materie in questione;

- L’ammirabile categoricità del suo affermare la totale incapacità del genere femminile contemporaneo di provare piacere sessuale (ah, “interazione” con un r sola), nonostante l’avvenuta “istituzione di varie forme di prevaricazione femminile” e il conseguente dilagare dell’impotenza e dell’omosessualità (maschile, ça va sans dire - ancora una volta, consiglio di contattare il CCSG);

- (i Lettori esprimano pure le proprie perplessità e i dubbi attraverso i commenti, permettendo l’integrazione progressiva della lista)

-LA REPLICA PREVENTIVA-

(Sospetto che l’ultimo minuto e cinquanta contenga messaggi subliminali – vedete che si son sentiti con Antonio del CCSG, eh?)

Edit: Malvino, che è un genio del male, ha letto il Labirinto.

Dirty Magic

C’è stato un periodo in cui, ingenua, ottimista e un po’ snob, ero convinta che la capacità informatica “organizzata” fosse un criterio quasi soddisfacente per scremare i deficienti irrecuperabili dalla popolazione normale comune: l’idea di base è che, se sei in grado di compiere un’operazione discretamente articolata, per esempio aprire un blog autonomo, generalmente sei degno anche dello status di interlocutore,  distaccandoti nettamente dal marasma inconsulto dei telespettatori accaniti e completamente decerebrati.

Poi ho scoperto che l’intersezione tra l’insieme degli spettatori affezionati de La prova del cuoco e quello degli utenti attivi di Faucet è abbastanza ampia da scalare la classifica dei criteri di registrazione popolari, e le mie certezze hanno iniziato a vacillare.

La spallata definitiva è arrivata questo pomeriggio, mentre ignara e leggiadra vagolavo per le pianure semideserte della mia Homepage di Facebook (zona desolatissima d0po l’estirpazione di tutti coloro che avessero citato almeno una volta uno tra i seguenti a) Fabio Volo b) Ligabue c) Il piccolo principe – quelli colpevoli di cognomeenome sono stati cancellati senza pietà a loro tempo, ma si trattava comunque di una minoranza trascurabile). Senza preavviso, dicevo, mi sono imbattuta in questo:

Nella mia immensa innocenza, ero convinta che si trattasse di risposte ironiche ad un’affermazione ironica (anche perché si stava pur sempre parlando di una superstite alle purghe fabiovolesche del 20 di Ottobre, diamine!); ho aperto uno qualsiasi dei link, ho letto tanto quanto bastava per estrapolare un frasetta arguta, ho sogghignato, ho chiuso tutto e ho pensato di aver appena condiviso un appagante momento di derisione delle altrui debolezze di mente.

E invece no. Colta da una sorta di presentimento, dopo aver aggiunto il mio commentino brillante, ho deciso di dare seguito ai dubbi che iniziavano ad assalirmi. Turbata, ho controllato il profilo (0vviamente apertissimo) di RosaFucsia, e ho rinvenuto nel giro di poche righe qualcosa che testimonia inequivocabilmente la totale assenza di riflessi del nervo sarcastico nel soggetto sotto osservazione. A vostro rischio e pericolo, ecco cosa ho visto:

Assodata l’esistenza di almeno una persona al mondo disposta a linkarlo seriamente, il blog in questione assumeva un fascino sinistro. Con grande abnegazione, la vostra Titolare si disponeva a leggerne almeno un paio di pagine e prepararne una sorta di compendio analitico, micidiale nel seppellire una volta per tutte le teorie discriminatorie basate sul grado minimo di alfabetizzazione informatica. Ahi, compito ingrato. Nel giro di pochi minuti, senza quasi nemmeno accorgermene, avevo abbandonato la tastiera e mi stavo dedicando alla ripiegatura sistematica delle mie magliette sparse, sotto lo sguardo attonito di una genitrice insospettita (“Ehi, ehi tu, ragazzina, cosa ci fai in camera di mia figlia? Ehi!”). Se fosse una reazione di autotutela dell’organismo esposto alla visione del terrificante sfondo viola sbrilluccicante, o piuttosto una dimostrazione del potere di coercizione magica nei confronti della scettica e irriverente lettrice, questo non ve lo so dire. Sarebbero però passate due ore (e un casino di magliette piegate) prima che, seduta per buona misura su di un’enciclopedia medica in funzione anti-baggianate, io trovassi la forza di riprendere la mia opera di recensione.

L’idea che nel ventunesimo secolo esista ancora qualcuno che crede alla “magia” e tiene addirittura un blog a riguardo basta da sola a gettarmi nello sconforto più nero; vi lascio immaginare il mio sgomento nello scoprire che il numero di persone che addirittura sono disposte a rovinarsi gli occhi con paginate e paginate di Comic Sans (nei post recenti, una volta aveva la dignità di usare Arial) bianco su sfondo blu elettrico pur di abbeverarsi a questa fonte di  sesquipedali idiozie sull’aura e le energie cosmiche è abbastanza alto da aver dato vita ad un forum. Dopo cinque minuti di lettura (del blog, non ho avuto il coraggio di avventurarmi nel forum), iniziavo a rivedere le mie posizioni sull’opportunità di censurare i contenuti di blog privati. Dopo dieci, ero indignata e furibonda. Dopo venti, per sicurezza, ho tirato fuori il Codice Penale. Non si sa mai.

CIARLATANI (GLI ALTRI)!


La tenutaria del blog, con una discreta faccia tosta, si premura di mettere in guardia il lettore dalle truffe, dai ciarlatani e dalle “persone senza scrupoli”; questo salvo poi indignarsi davanti all’ignoranza ardimentosa di chi si domanda perché la lettura dei tarocchi vada tassativamente retribuita. Le carte vanno ricompensate, che domande! (Le carte sono di bocca buona, accettano Visa, Mastercard, Paypal e tutte le altre principali carte di credito) (è una questione di rispetto, suvvia, vorrete mica farmi fregare gratis? Quante pretese!)

(A proposito, perché non ricompensare Open Office Writer con una piccola donazione? Approfittarvi dei miei sforzi letterari senza darmi una lira vi porterà malissimo. Giuro, non è una leggenda metropolitana. Vi verrà l’alito cattivo).

HERBALIFE – PUTTANATE PAGANE vs IL PARERE DI MIA NONNA

Allora, le erbe magiche. Prendete appunti:

- Aneto, “richiama il denaro”. Ottimo per marinare il salmone.

- Finocchio, “contro la sterilità”. Fa digerire.

- Maggiorana, “dona amore e guarigione interiore”. Insaporisce il sugo.

- Melissa, “confusa spesso con la menta” sotto il profilo estetico, e uguale alla maggiorana sotto quello magico. Tisane.

- Biancospino, “Le fate ballano all’ombra di  questa pianta, per cui fate attenzione a coglierne i fiori…abbiate l’accortezza di fare un’offerta perchè se le fate si arrabbiano …altro che guai!”. Il biancospino di mia nonna dev’essere difettato, ma i fiori sono carini.

RITI MAGICI SUGGESTIVI

Elencate le bollette e le spese da fare su un pezzo di carta igienica e buttarlo nel wc;

[Quando si leggono i Tarocchi] tenete una ciotolina di acqua vicino che butterete nel wc dopo la lettura e tirando bene lo scarico e gettandoci del sale

Se la mattina, nel vostro primo caffè vedete delle bollicine, allora è in arrivo del denaro, ma si può sempre fare un piccolo rito mattutino. Prendete un tazza più grande, mettete come al solito il vostro caffè, e con una cannuccia soffiateci dentro. Continuate così almeno per sette mattine.

[Dopo aver fatto pace con un'amica] Ringraziate Mercurio, con della musica, palloncini gialli e azzurri, acqua e biscotti.

[Per combattere le fatture] Nascondete il sale sotto i mobili, dietro la porta di casa, dove vi pare che cambierete ogni settimana. E quello che raccoglierete lo butterete nel Wc.

Il foglietto lo butterete nel wc, buttandoci anche una bella manciata di sale.

(Inizio a domandarmi cosa diamine facessero le “streghe” prima dell’avvento delle fognature, onestamente)

Le ceneri e il resto delle candele buttatele in un corso d’acqua o nel water.

(Ah, ecco, grazie)

LA (PROSAICA) SETTIMANA MAGICA

Lunedì: una torta preparata di lunedì, sarà molto più buona che se fatta in un altro giorno… così la pizza, o i sughi. Fare la spesa. (Ricordarsi i bollini della Conad, la carta igienica e il sale)

Martedì: il giorno giusto per le “dispute, o per i tornei, o un dibattito politico”. (Parlarne con i vertici del PD)

Mercoledì: mail, lettere, raccomandate, richieste da fare. Se avete un problema e volete un suggerimento, allora concentratevi su di esso un attimo, poi dimenticatevene. Dopo poco troverete delle frasi, per esempio in tivù, o leggendo il titolo di un giornale che risponderà alla vostra domanda. (Uh, che rituale atavico e misterioso!)

Giovedì: giorno di Giove. Padre di tutti gli Dei. (Ciumbia!)

Venderdì: incantesimi d’amore, cure dall’estetista, taglio dei capelli, rinnovo del guardaroba. (Appuntamenti dalla callista)

Sabato: una dieta ad esempio, per funzionare veramente và cominciata di sabato. (Ah!)

VITA VISSUTA

Nell’ultimo mese mi è già capitato due volte di vedere questi nodi nei capelli…o meglio vi racconto nei dettagli…
Una mia carissima Amica, mi chiama un giorno…ha i capelli lisci, finissimi spaghetti, ma da qualche tempo le si fanno dei nodi difficili da pettinare…usa prodotti di qualità ma niente! anzi man mano che va avanti i nodi diventano più fitti…fino a diventare impossibili. Eppure ha i capellii sulle spalle, non lunghissimi. Eppure…ha tagliato i capelli e fatto quello che doveva fare…e per due peli in croce (scusa cara!) ci ha messo almeno due ore per liberarsene!!!

(Fine dell’aneddoto. Non sapremo mai quale oscura forza avesse ingarbugliato i -pochi!- capelli della sfortunata)

ciao volevo rakkontarti una kosa ke è successa a mia kognata cerkerò di essere piu breve possibile …mia kognata è sposata da 6 anni ma già da 2 anni nn ama piu il marito il quale la tradisce spudoratamente kn delle prostitute lei ne è konsapevole ma ha sopportato per i suoi figli ma da 1 anno si è trovat un “amante” la quale dice di essersi innamorat follement km una ragazzina insomma è tornata a sorridere dopo 5 anni …. mese dpo mese si è konvinta di lasciare il marito x il suo amante , il quale vuole koinvivere e mantenere lei e i suoi figli …. ma da qnd lo ha detto al marito (cioè 10 giorni fa) il marito nn ha voluto saperne di lasciarla anzi ha fatto una foto a lei e al suo amante e ha minacciato di andare da dei monaci di napoli per farle fare una fattura (io nn ne ho idea di  ke tipo ) lei se ne fregata totalmente ed ha kontinuato le pratike per il divorzio  ma dpo 3 giorni ke il marito era sceso a napoli lei ha iniziato ad akkusare tti i sintomi ke tu hai elenkato nel tuo blog  2 giorni fa lei è ritornata kon il marito non ha nessun intenzione di lasciarlo e in piu ha voluto fare una vacanza solo kn lui senza portarsi i suoi figli …cio potrebbe far credere ke abbiano fatto pace ma il kosidett amante nn è d accordo anzi sia lui ke tti i familiari non la riconoscono piu e nn capiscono casa abbia provocato in lei questo cambiamento …io ora chiedo a te puoi aiutarmi ??? se ank fosse una fattura km si puo togliere ….
grazie per la gentilezza kiss kiss anonim

(Il malokkio e i bimbiminkia)

Vi racconto un episodio. Ero andata alla presentazione di un libro, non vi dico quale, ne rimarreste scandalizzate. La persona che l’aveva scritto sembrava la persona più dolce di questo mondo, che non crede affatto nella negatività. Anzi, ci diceva sempre che non c’era bisogno di proteggerci, perchè se uno non fa del male non deve temere nulla. Che belle parole. Figuriamoci, parlava d’amore nel suo libro…perchè pensare male? Arrivai a casa, con dentro il libro…lo tirai fuori intanto che ricevevo una telefonata, e presi ciò che mi serviva…vidi correre la mia gatta, e salire sul libro…la guardai distrattamente e continuai la mia telefonata…quando ad un certo punto sentì un rumore: Telma, la mia bellissima gatta persiana, una signora gatta incontrastata, stava facendo pipì sul libro…corsi a salvarlo…ma inutile! il libro era tutto bagnato!!!  Ma porca miseria! il mio libro con tanto di autografo e pensierino carino solo per me! Ero furiosa!

(Gatti incontinenti)

Da bambina, ricorderò sempre un ululato di un cane, sotto un lampione, di notte. Faceva rabbrividire. Mia madre era sconvolta, e avendo già perso una figlia, aveva paura per me. Il cane, continuò puntualmente il suo “pianto” per tre notti di seguito. Nessuno aveva il coraggio di uscire di casa e mandarlo via. La quarta mattina, andando a trovare un signore anziano, che viveva da solo, nella sacrestia di una vecchia chiesa abbandonata, le donne del paese lo trovarono morto.

(Uh, che roba bizzarra. Inspiegabile!)

D: ciao sono Eleonora il mese scorso mi hanno fatto trovare i miei cani spostati ,morti e legati ai lati di un alberello con 3 nodi di corda…forse sò chi è stato ma volevo sapere se c’è una fattura che può essere fatta in questo modo?

R: Ma i cani erano già morti…? spiegami bene…

(…)


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C’è stato un problema con la pubblicazione del post, e ho dovuto spostarlo a questo nuovo indirizzo. Ho ricopiato -fedelmente!- i commenti già pubblicati, ma nonostante io abbia riempito l’apposito campo con i rispettivi indirizzi email, Gravatar fa le bizze e continua a mostrare, almeno per il momento, il mio avatar di fianco a tutti i commenti. Ecco, sappiate solo che non me li sono scritti da sola. :-)

Catching Up

Ehi, ciao a tutti, sono tornata.

(A dirla tutta non ero mai andata via, ero solo impegnata a dare un senso ad un’estate di privazioni di sonno ridicole: martedì ho dato Privato, ho preso un improbabile 28, sono fuggita prima che qualcuno si rendesse conto e mi requisisse il libretto. Da martedì pomeriggio ad adesso ho dormito, più o meno ininterrottamente)

Qualche aggiornamento, in ordine sparso.

1) Le carriere universitarie dei miei amici sono irritanti: uno dei miei più cari amichetti studia russo, e come corso a scelta segue Preistoria e Protostoria, che è un esame da DIECI crediti. Come Diritto Costituzionale. Come tutta Farmacologia! Il mio amico aspirante medico ha dovuto trattenersi dal percuotere il preistorico con il proprio libro da dieci crediti (2200 pagg.). Come altro corso facoltativo segue Tecniche di Allestimento Museale, e lascio a voi ogni commento.

2) Sempre in tema di corsi universitari snervanti, la mia amica Ibryq sostiene di studiare arabo. Mente, e ne ho le prove. Le ho chiesto come si dicesse “birra”, mi ha risposto “بيرة” (prnz. “birr”). Le ho chiesto come si dicesse “galoscia”, ha ribattuto, piccata, che è un termine intraducibile. Le ho chiesto, sarcastica, se deserto si dicesse “Sahara”, e ha replicato indignata che quello è il plurale, si traduce “deserti” (“deserto” è “الصحراء”, che si legge “saaraha”, o qualcosa del genere). Ora la attendo al varco con il russo, che inizia a studiare quest’anno e che quasi tutti i miei amici parlano più o meno correntemente – è finito il tempo in cui potevi millantare l’esistenza di vocaboli improponibili, mia cara!

3) Cambiando completamente argomento, Inception è un film che vale tantissimo la pena. Se volete divertirvi e basta, senza il sottile rimpianto di non aver portato in sala un taccuino su cui annotare dettagli che aiutino nella comprensione della trama, andate a vedere Innocenti Bugie. Un film così godibile che, a tratti, Tom “Tozzo” Cruise sembra persino attraente. Per quanto riguarda le uscite non-cinematografiche (leggi, film portati a dorso di Mulo), in settimana io e il ragazzo abbiamo in programma la visione di The Calamari Wrestler. Il titolo promette bene, vi farò sapere.

4) Sempre a proposito di ragazzo, oggi siamo stati da H&M per rimpinguare un pochino il suo esiguo guardaroba (i calzoni gli si stanno letteralmente disfacendo addosso, e non vorrei rischiare che torme di ragazze indemoniate gli si gettassero addosso, povera stella – mio, mio, MIO). Tanto per cominciare, la creaturina (1,90 di creaturina) non ha la minima percezione della propria dimensione in rapporto allo spazio circostante, come reso palese dal suo insistere, modello dopo modello, nel provare maglioni taglia M, simpaticamente caratterizzati dalle maniche a mezz’asta e dalla necessità di corrucciare le spalle per ottenere una qualche parvenza di vestibilità. Questo nonostante la M, sempre da maschio, andasse solo leggermente larga a me, che sono quasi venti cm e venticinque kg meno (ah, sì, ho comperato un virilissimo maglione verde bottiglia, comodo! Comodo!). Misteri della propriocezione.

5) In secondo luogo, il reparto uomini di H&M è una bolgia infernale, nella quale il maschio eterosessuale si aggira sperduto e confuso tra gilerini di raso, pantaloni a sigaretta e cardigan scollatissimi, affidandosi completamente alla provvidenziale compagna per evitare di cadere vittima delle seriche lusinge di un sobrio completo color vinaccia, un filino troppo vistoso anche per il testimone di nozze zingaro medio, o di cedere alla Camicia Country Sintetica Color Senape, il cui spettro ripugnante popolerebbe gli incubi di un Clint Eastwood sotto acidi. L’unico porto sicuro di maschia serenità di tutto il reparto, peraltro, si rivela essere una giacca impermeabile trapuntata, modello anziano, disponibile in due depressissime tonalità – se il vostro maschietto si presenta alla cassa con una cosa del genere, signore, gioite: esso ha sufficiente buon gusto e un orientamento sessuale noiosamente certo, si sta solo portando avanti di 50-60 anni. Previdente.

Italia-Slovacchia IN DIFFERITA!

Come nella miglior tradizione di questo blog, la Titolare è lieta di offrirvi un resoconto poco informato, già stantio e comunque mutilato del secondo tempo della pessima, pessima performance finale degli azzurri nel paese della vuvuzela. Il pezzo nasce come raccolta di commenti fatti in presa diretta su facebook e/o twitter e leggermente rimaneggiati in fase di assemblamento, troncando a metà il lavoro per cause di forza maggiore (trasferta milanese); se l’idea vi piace (l’idea del liveblogging, non l’idea di me che pianto qua tutto per correre come una scema dietro al pullman) possiamo scegliere qualche altra partita e fare la stessa cosa (una partita qualsiasi, basta che commenti Salvatore Bagni): vi prometto che, nel caso, la guarderei FINO ALLA FINE.


Fuoco alle polveri!

15.57 Inno. I giocatori cantano convinti (il che non vuol dire “bene”), Lippi si concede poco ma lo vedo forte sul “parapa, parapa, parapa pa pa pa”. Almeno quello.

16.05 Be’, direi che almeno un vantaggio l’abbiamo: gli slovacchi sono più brutti dei nostri. Forse.

16.06 Pardon, mi ero scordata di Chiellini.

16.11 “Stiamo lasciando l’iniziativa ad una squadra che questa iniziativa non la vorrebbe”. Sono qui in gita, gli altri.

16.12 (Tutti i virgolettati sono di Salvatore “labbruzzo tremolo” Bagni, che Dio l’abbia in gloria)

16.15 Allora, i neozelandesi perché erano grossi, gli slovacchi perché sono “prestanti”, di cos’altro ci vogliamo lamentare? Polmoni extra?

16.16 Su Facebook mi dicono di ringraziare che non ci sia stato nessun scontro diretto con una nazionale africana, altrimenti si sarebbero lamentati per l’eccesso di gambe degli avversari. Ho amici volgari.

16.22 “Comunque, se noi alziamo il nostro baricentro, loro vanno in difficoltà”. Italiani volanti!

16.23 Non so se la cosa del baricentro alto stia funzionando, eh. Forse è più un problema di postura.

16.25 0-1 Eh vabbè, lasciamo perdere.

16.26 Ok, non era questione di baricentro.

16.27 Bagni piange. Buffon ha fatto voto di non lavarsi i capelli fino a fine Mondiale.

16.28 Quale Mondiale, mi chiede un amico (non quello del big bamboo), quello dell’Italia o quello generale?

16.29 Brasile 2014, rispondono dalla regia.

16.32 Cannavaro butta per terra uno, e ride. Cosa ti ridi, scemo? Non sarà il lavoro eccellente della tua igienista dentale a salvare la partita (per quanto…)

16.33 Intendevo dire che ha dei denti stupendi, per essere il tamarro naniforme che è. Ma tutta quella lucidissima porcellana da sanitario nulla può contro la “prestante” massa d’urto slovacca.

16.34 I telecronisti stanno cambiando bandiera, è palpabile. Tu quoque, Salvatore?

16. 35 “La panchina sembra praticamente pietrificata” (tranne uno con la faccia da fesso che sta masticando 15 gomme assieme)

16.36 Ripeto, i telecronisti hanno preso ad adulare gli avversari con una dedizione così intensa che tra un minuto iniziano a parlare slovacco.

16.37 E come biasimarli…

16.39 Lo sapevo, lo sapevo, Salvatore è ancora con noi! In lacrime, ma non ci abbandona.

16.40 “GUARDA COME SONO ALTI, costringono praticamente la nostra nazionale a calciare”. Sì, mi dicono che il concetto è quello…

16.41 Tutti sopra il metro e ottanta, pare, tra l’altro. Uhm. A voi risulta che gli slovacchi siano un popolo di gente particolarmente alta? Li han selezionati per spaventarci? Cos’è, Space Jam?

16. 42 Si è rotto uno slovacco. Ah ha!

16.43 “Buffon, addirittura, gira la testa”. Addirittura!

16.44 Lo slovacco rotto è stato riparato a tempo di record, mi stupisce che Bagni non gridi al complotto.

16.45 La fisicità di [nome slavo incomprensibile] ci sta creando grossi problemi. Insomma, con quei calzoncini così attillati! Bottana.

16.48 Intervallo. Ricordate quella cosa del baricentro alto? Suggerisco di sostituire i tacchetti con le zeppette, si cammina meglio.

16. 55 Vado a Milano a trovare mio fratello, tenetemi aggiornata. (Ah, ha)

[Risultato finale: 2-3]

Edit: per sabato sera data da destinarsi sono stata arruolata come co-liveblogger da queste fighissime parti, sulla base del mio essere una bionda ridacchiosa che si intende poco di calcio e comunque non sa i nomi dei giocatori. Sono a tanto così dallo sgambettare scosciata su una scrivania, ah, il sogno italiano!

My Little Brother

Di cosa può parlarvi una povera, umile blogger pallida imitazione di Betty Moore leccaculo di Betty Moore cane da guardia di Betty Moore spietata grammar nazi jules (oramai il termine è entrato nel lessico comune, per antonomasia; riassume comodamente tutti i concetti espressi più sopra), una volta resasi conto che oramai la leggono, TRA GLI ALTRI, il suo moroso le sue amiche, i suoi amici, suo fratello, gli amici e le amiche di suo fratello,  svariati compagni di università, i suoi compagni delle superiori e relative morose, gente che ha fatto le medie con lei e persino suo padre (esclusivamente su segnalazione)? Di niente, verrebbe da dire, visto il rischio esponenziale di urtare la sensibilità di uno dei succitati. Di tutto, si indignerebbe qualcuno, diventerai mica una moscetta qualsiasi?! Di quello che ti pare, commenterebbe piccato qualcun altro, tanto noi mica ti stiamo leggendo! Assolutamente! E comunque fai schifo! Schifo!

Per ora vi lascio il disegnetto qua sopra (carino, eh? Le teste le ho aggiunte una ad una con lo strumento Ellisse di Paint, lavoro certosino signori), da cui potete comodamente ricavare un’immaginetta di S. Jules Martire del Commento, e una vignetta demenziale ad opera di mio fratello (qui il mio remake) (e qui il suggerimento, se siete gente lenta). Lovvate mio fratello, da bravi.

As Cruel As School Children

Premessa: sono un po’ presa, ultimamente. Sto preparando l’esame di Istituzioni di Diritto Romano, che poi sarebbe anche il mio primo esame “vero”, e, insomma, ci tengo a studiare per bene. Non mi pesa neanche più di tanto, lo studio del manuale, principalmente perché la trattazione è allietata da una serie di improbabili, cattivissimi attacchi che l’Autore rivolge, nelle note, ad un certo misterioso Perozzi (“Non si tenga conto, a riguardo, a quanto sostiene inspiegabilmente il Perozzi”), oltre che dal fatto che, nella bibliografia, sia citata una raccolta di studi sull’enfiteusi dedicata ad un defunto professore “in occasione della sua Beatificazione”, e che una tirata pazzescamente moraleggiante sulla scelta illuminata di Caracalla di concedere la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero sia controbilanciata da un lapidario “Dione Cassio insinua che la decisione sia stata presa essenzialmente per ragioni fiscali”. Insomma, vi dicevo, sono un po’ presa con gli esami e mi tocca, a malincuore, riproporvi un argomento che avevo già parzialmente affrontato altrove - ehi, pur sempre di farina del mio sacco si tratta, no? Un bacione, e a risentirci a breve. J.

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Netlog. Da quando esiste Facebook, su Netlog sono rimasti solamente quei soggetti in cui il terrore per gli accostamenti di colore sobri (“Bianco e blu? Senza glitter? Stai male, zio, col cazzo!“) supera la capacità immaginativa necessaria a comprendere il potenziale di tamarraggine insito nel soscial netuorch più popolare di sempre (“Minchia che figata i link in cirillico. ‘Spe, ne faccio uno io: Non ti scoяĐ℮rò mάi. T℮ Ŀ’ho pяom℮sso!! Minchia, figata ‘sto feisbuch). Dal momento che ogni mio tentativo di stilare un minimo di fenomenologia del netloghista (netlogaro?) medio è tristemente fallito (alcuni di loro sono troppo… troppo perché le parole possano qualcosa), ho deciso di proporvi solamente un accenno di analisi per punti, affinché vi sia da monito perenne: non riproducetevi! E, se proprio dovete, perlomeno non lasciateli da soli in bagno con il cellulare e un tubo di Pringles, quando raggiungeranno la pubertà. Non dite che non l’avevo detto.

La coppia ideale

Io non so se questi due ragazzi si conoscano, ma è forte in me la convinzione che dovrebbero fare di tutto per  incontrarsi quanto prima: lui millanta improbabili qualità etiliche dei propri genitali, lei prende terribilmente sul serio le metafore di ispirazione alimentare. Insieme sarebbero praticamente perfetti, forse addirittura meglio di loro.

Occhi, lo specchio dell’anima

A me pare che queste due ragazze si somiglino abbastanza, ma capisco che possa trattarsi solamente di un mio pio desiderio: ad un esame attento, prescindendo dalla posa, è infatti facile separare il grano dal loglio, segnatamente la banale frasetta pseudo-poetica dall’innovativo colpo di genio della pura provocazione futurista. Oh, e senza per questo trascurare le perle di saggezza e gli sguardi intensi che soltanto il genere maschile è in grado di regalarci (grazie, marchese).

Background Checks

Essere belli, belli, belli in modo assurdo (cit.) e versati nell’arte della bestemmia pseudo-toscana non esonera dalla necessità di scegliere uno sfondo di classe per i propri stupefacenti autoritratti. Le camicie di vostro padre stese ad asciugare sopra la vasca da bagno saranno perfette. Sapevatelo!

Mad or Bad?

Ridere dei truzzi decerebrati che popolano le tristi lande glitterate di Netlog è sicuramente una maniera piacevolissima di passare il tempo, ma, mettendoci una mano sul cuore, dovremmo trovare il coraggio di ammettere che certe volte i bersagli inconsapevoli dei nostri raffinati strali sono persone bisognose d’aiuto, spesso vittime di veri e propri disagi psicologici – cito, a mero titolo d’esempio, questo evidentissimo caso di dismorfia (reso palese dall’inverosimile auto-rappresentazione grafica)- e disturbi fisici (nausee ricorrenti, alopecia, deformità degli organi genitali, malattie del sangue, sindrome del pancino parlante, possessione demoniaca).

Alcuni di loro sono persone orribili, invece, sadici crudeli che non trovano di meglio che torturare poveri poster indifesi e innocenti protagonisti di serie a cartoni animati o lanciare minacce tanto inquietanti quanto difficilmente realizzabili.

Conclusioni

Che li si ami o che li si odi, gli abitanti del pianeta Netlog sono tra noi. Arrendetevi, terrestri.